Ricostruzione pneumatici: quando le gomme diventano ecologiche, sicure e… convenienti!

Perché oggi, nel pieno dello sviluppo tecnologico del mondo automotive, ha senso parlare di pneumatici ricostruiti?

Semplice: le gomme ricostruite sono in realtà lo specchio del nuovo pneumatico di qualità, sempre più performante. Perché sono sicure, economiche ed hanno una forte valenza ecologica.

La vera domanda da porsi, quindi, non è “perché ricostruire”, quanto piuttosto “perché non ricostruire”?

Pneumatici ricostruiti: il risparmio

Una gomma ricostruita costa molto meno di un pneumatico nuovo di qualità (fino al 50% in meno)! Pertanto il ricostruito è un “amico affidabile” per l’utilizzatore ed una valida soluzione per ridurre i costi di gestione dei pneumatici e avere un prodotto performante come se fosse nuovo.

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Il valore ecologico delle gomme ricostruite

Grazie alla ricostruzione delle gomme, nel 2015:

  • NON sono state immesse nell’ambiente oltre 44.000 tonnellate di pneumatici usati;

  • sono stati inoltre risparmiati circa 155 milioni di litri di petrolio

  • sono state preservate decine di migliaia di tonnellate di materie prime

Si è calcolato che per produrre un pneumatico vettura nuovo dal peso medio di 8 Kg occorrono circa 30 litri di petrolio, mentre per uno autocarro dal peso medio di 60-70 Kg i litri di petrolio salgono a 90! Con la ricostruzione pneumatici è necessario, invece, solo il 20% di queste materie prime visto che gran parte viene riutilizzato.

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Inoltre, un recente studio inglese che ha monitorato la produzione di pneumatici per il trasporto leggero, ha concluso che la ricostruzione gomme porta ad un abbattimento delle emissioni nocive di oltre il 30% rispetto la produzione del nuovo.

A questo proposito, nel 2004 la Corte Costituzionale ha emanato una sentenza di rilievo per la tutela ambientale in cui ha ribadito la validità dell’obbligo di riserva per i pneumatici ricostruiti in misura del 20% negli acquisti destinati ai mezzi delle flotte pubbliche.

Nella sentenza si legge, infatti, che “è evidente la valenza ecologica dell’attività  di ricostruzione  degli  pneumatici  in quanto  tende  a ridurre in  modo sostanziale  il  numero  di quelli destinati allo smaltimento consentendo allo stesso tempo di valorizzare un’utile risorsa con conseguente risparmio energetico ed economico”

Il pneumatico ricostruito è sicuro?

La ricostruzione di pneumatici è regolamentata da severe norme tecniche:

  • Regolamento ECE ONU 108 (Vettura)

  • Regolamento ECE ONU 109 (Veicoli Commerciali)

Tali Regolamenti disciplinano tutte le fasi del processo di ricostruzione gomme, stabiliscono criteri e requisiti per l’omologazione dell’impianto di ricostruzione, definiscono tutte le marcature da riportare sul pneumatico.

Per ottenere e mantenere l’omologazione 108 e 109, inoltre, l’impianto è soggetto a controlli e deve sottoporre periodicamente un numero stabilito di pneumatici a prove di carico e velocità così come avviene per l’omologazione delle gomme nuove.

Si tratta, quindi, di controlli che garantiscono sicurezza, prestazioni e durata.

L’omologazione dei pneumatici ricostruiti, rientranti nel campo di applicazione dei regolamenti ECE ONU 108 e 109 (vettura e veicoli commerciali), è obbligatoria.

Come stabilito dalla decisione 2006/443/CE del Consiglio Europeo, dal 13 settembre 2006 non è più possibile commercializzare in tutto il territorio dell’Unione Europea pneumatici ricostruiti non conformi alle norme ECE ONU 108 e 109. La gomma ricostruita omologata riporta il relativo marchio di omologazione che deve essere ben visibile sul fianco del pneumatico.

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Rifer Gomme: l’azienda di ricostruzione pneumatici a Macerata e Fermo

La Rifer Gomme opera nel settore della ricostruzione pneumatici da trent’anni, investendo costantemente nelle nuove tecnologie ricostruttive e nell’impiego di mescole di ultima generazione.

In questo modo Rifer Gomme è in grado di offrire un vasto catalogo di pneumatici ricostruiti adatti ad ogni veicolo ed utilizzo.